Per noi Italiani all’estero la parola vacanza ha sempre avuto il sapore dell’Italia. E per anni il viaggio in Italia e` stato un viaggio essenzialmente sentimentale: i parenti, il paese, i ricordi dell’infanzia, della fanciullezza o della gioventu`. E gli amici, naturalmente.

Poi, sempre piu` frequentemente, al viaggio sentimentale si e` aggiunta la curiosita` di visitare e conoscere le altre regioni e citta` d’Italia, quelle visitate dai 60 milioni di turisti annui che ce le invidiavano ancor prima di averle visitate. Immaginarsi dopo!

E quando qualcuno ci diceva delle meraviglie di quelle regioni e citta` come se noi le conoscessimo, ci si sentiva un po` vergognosi a dover dire: “Ma io la` non ci sono mai stato…”

Non c’e` limite a dove uno possa trascorrere un tipo o un altro di vacanza italiana; c’e` perfino una regione in grado di promettere avventure e sorprese in un ambiente naturale spettacolare di foreste, fiumi, vallate ed antiche tradizioni, un territorio largamente inesplorato… a due ore di macchina da Roma o quattro da Firenze…! Lo si trova la`, proprio nel cuore dell’Italia, un mondo di cime nevose dove volteggiano ancora le aquile, foreste misteriose abitate da orsi bruni, altopiani lussureggianti dove oltre a bovini e ovini domestici scorazzano i caprioli e dove, abbarbicati sulle cime dei monti, si trovano villaggi antichi da dove, di notte, si odono gli ululati dei lupi che cantano alla gialla luna che illumina vallate spettacolari e vedute panoramiche ineguagliate.

Si, e` l’Abruzzo! L’Abruzzo gentile dalle cui alture, nel mese di settembre, i pastori scendevano verso il mare andando …’per tratturi antichi al piano / quasi per un erbal fiume silente / sulla vestigia degli antichi padri…’ come ha scritto poeticamente ed affettuosamente Gabriele D’Annunzio ricordando la sua gente e la sua terra da cui era lontano.

Oggi l’Abruzzo non si basa piu`, per la sua sopravvivenza economica, sui pastori che sono pochi; anche le pecore sono poche; anche la popolazione e` diminuita con l’espatrio di un quarto di milione di Abruzzesi nei primi 25 anni del dopoguerra. Non arriva a un milione e mezzo la popolazione. Ma rimane sempre un paese ricco di ogni dono naturale e, soprattutto, della cordiale ospitalita` della sua gente.

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